Nuovo studio sui regimi boccia le diete e invita ai “noiosi” suggerimenti della sanità pubblica

Nuovo studio francese sulle diete Nutrinent Santé considerato anche da noi italiani per l’Istituto nazionale ricerca alimenti e nutrizione. Vediamone alcuni punti, alcuni stupefacenti:



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  • 106 mila intervistati sul concetto dell’accettazione di sé e percezione di efficacia delle diete,

  • Quasi la metà degli intervistati ha dichiarato di mettersi a dieta non per migliorare la propria salute ma per “sentirsi meglio con se stessi”,

  • 2 donne su 3 e metà degli uomini hanno dichiarato che vorrebbero pesare di meno. Espresso però da metà delle donne e un quarto degli uomini che sono effettivamente normopeso!,

  • 9 donne su 10 dichiarano di aver fatto più di 10 diete nella loro vita.

E i risultati? Gli studi francesi dicono che non sono affatto brillanti… Cito il testo:


“Le persone che hanno seguito una gran varietà di regimi dimagranti sono proprio quelle che ne denunciano la maggiore inefficacia. Sia perché non sono dimagrite, o sono addirittura ingrassate, sia perché a distanza di sei mesi hanno recuperato l’eventuale peso perduto, spiega Hercberg”

Pollice verso alle diete, che sono limitanti. Pollice in su alle classiche indicazioni nutrizionali, spesso noiose ma efficaci – dicono nell’articolo. “Ripetitive” direi io. Perché la ripetizione è la madre del successo.

Sentite un po’: 76 persone su 100 che seguono indicazioni nutrizionali corrette, come quelle della sanità pubblica diciamo, sono riuscite a mantenere la linea a lungo termine, che sorpresa?.

Altro dato emerso dalla ricerca io lo abbraccio a pieno e non ho mai capito chi ci si incapinisse: le diete cervellotiche, cioè quelle sul quando, quanto pesa, cosa combinato, diverso dagli altri commensali, ecc. procurano senso di frustrazione e stress.

La conclusione della ricerca: seguire le raccomandazioni dettate dalle strutture pubbliche sanitarie e non pretendere risultati rapidi. Mi pare un ottimo consiglio.

Buon non regime a tutti e buon senso a tutti,
Debora



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Comments 4

  1. Sì, sono d’accordo, anche se non trovo poi nessuna unicità nelle raccomandazioni dettate dai nutrizionisti. Senza guardare alle mode passeggere, mi pare che il mondo sia diviso a meta fra i fautori della piramide alimentare, che riducono le proteine in favore delle fibre e dei carboidrati, e i fanatici dell’indice glicemico, che invece riducono fortemente i carboidrati, soprattutto quelli raffinati, in favore delle proteine.
    Nel dubbio ascolto il mio corpo: quando riduco i carboidrati IO mi sento meglio. Magari per altri non è così.
    Ciao Debora!

    1. Post
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      Mi permetto Fabiana, io ridurrei tutto, in generale… certo tranne una sana insalata 🙂
      A parte la battuta, per chi ci legge bisogna stare attenti a dire che la piramide alimentare promuove i carboidrati in favore delle proteine, piuttosto promuove un giusto equilibrio. Teniamo anche conto che i carboidrati si trovano anche nelle verdure e non soltanto in pane e pasta. E che pane e pasta esistono anche in versione integrale, per chi per esempio tende a gonfiarsi.
      Grazie e ciao a te cara Fabiana,
      Deb

  2. Buongiorno Debora,
    sto leggendo (sono ormi alla fine) il libro The China Study di T. Collin Cambpell. Lo hai letto? Cosa ne pensi?

    1. Post
      Author

      Ciao Licia,
      convengo che dobbiamo tutti (tutto il mondo) ridurre il consumo di proteine animali, per noi ma anche per un discorso di sostenibilità. Vedi tutti i campi che producono esclusivamente mangime per bestiame!! Anyway. D’altro canto non mi sono mai piaciuti gli estremismi, infatti, a suo favore, il dott Campbell è professionale e molto corretto nel mostrare i suoi dati… e basta. Cosa manca al momento presente è vedere come si ammalano di cancro i vegani e perché. Sarebbe utile avere un riscontro per capire come il cibo incide insieme a inquinamento esterno e chimica interna, prodotta da nostro umore emotivo (visto che sistema nervoso e immunitario sono legati).
      Detto questo, io stessa promuovo l’uso di verdure per diversi motivi, sostengo la cucina vegana perché sana. Non mi piace pensare a una causa sola per la genesi di malattie, troppo semplicistico.
      Un abbraccio
      Debora

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