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Sono grassa e mi VERGOGNO


E di cosa? Dai, su, non dirlo neanche. Eppure mi capita. A volte incontro donne ai corsi, online o per percorsi di coaching che mi confessano di vergognarsi per il peso in eccesso. «Sono grassa e mi vergogno» mi dicono.

E non pensano alle mille cose che fanno, ai figli a cui hanno dato la vita e che educano, alla distinzione tra la propria identità e i comportamenti. Certo perché se dovessimo vergognarci per tutte le azioni sbagliate che commettiamo… In questo articolo vorrei parlarti di due concetti utili a smettere di vergognarti per il peso in eccesso.

Distingui te stessa da ciò che fai

Tu sei una persona meravigliosa a prescindere. Fai del bene. A volte il giusto. A volte tanto. A volte troppo. Dai e doni. Fai cose per te e per i tuoi famigliari. Alcune persone sono poco gentili e ti fanno sentire in colpa per la forma o per quando mangi extra fame.

Premesso che una bella pernacchia a volte ci sta bene, ti suggerisco poi questo PENSIERO UTILE: tu sei tu, una persona meravigliosa e poi c’è il peso. Uno stato momentaneo e correggibile.

Il peso in eccesso è solo peso in eccesso. Considera te stessa come la persona meravigliosa che sei e lavora sui comportamenti e sulle associazioni emotive. Tu sei tu e ORA lavori sulla fame vera, sulla sazietà, sul gusto e sul mangiare “solo” per fame e gusto.

Meglio, metti la passato ciò che facevi fino a ieri

Come dico sempre (ma proprio sempre, fino a spaccare le orecchie di chi mi dedica il suo tempo), per mostrare al sistema nervoso che le cose cambiano veramente e profondamente, è NECESSARIO cominciare a metterle al passato verbalmente.

Comincia quindi a parlare al passato di ciò che facevi e non vuoi più fare. Io mangiavo più del necessario. Io mi vergognavo per il peso in eccesso, senza pensare che… Io dicevo, credevo che… Io andavo oltre il senso di sazietà, MENTRE ADESSO…

Metti al passato ciò che non vuoi e il tuo ippocampo percepirà subito una differenza che trasferirà a tutto il cervello limbico, cioè emotivo e abitudinario, e lavorerà su questi cambiamenti.

La vergogna può essere un sentimento utile a volte

Ma certo. Sai come quello che succede ai bambini? Noi grandi facciamo leva (a volte troppo) sul senso di vergogna per azioni socialmente poco accettate per dissuadere i bambini dal continuare a metterle in atto. Parolacce, dita nel naso, mangiarsi le unghie, grattarsi le parti intime…

La riprova sociale di amici e amiche farà da contorno al nostro lavoro mentale fino a che loro smetteranno di mettersi le dita nel naso. Bene. La vergogna è stata utile socialmente. (Ciò non toglie che in privato possano fare quello che vogliono!)

Anche tu, sfrutta la vergogna non per ledere la tua identità – giammai! – ma per lavorare sui comportamenti da correggere, da relegare al passato, da eliminare. Ecco che lì il senso di vergogna è utile, per lavorare a livello comportamentale, e mai a livello di identità. Se vuoi approfondire questo concetto, ne ho parlato in un simpatico capitolo del mio libro “I segreti dell’Indipendenza Emotiva”.






Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “Sono grassa e mi VERGOGNO” ti sia piacito. Sono autrice, formatrice e Trainer di PNL a livello internazionale. Ho scritto diversi libri di crescita personale tra cui vari best seller e pubblicato diverse formazioni. Ho ideato diversi metodi di auto-aiuto e amo divulgare in modo semplice e pratico solo ciò che trovo utile.




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