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La dissonanza cognitiva in chi vuole dimagrire bene


Partiamo da noi: dalla nostra mente e da ciò che vogliamo consciamente. Tu vuoi dimagrire bene. Vorresti raggiungere il peso forma in modo facile, scontato e – come propongo io con Giusto Peso Per Sempre – in modo scontato.

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Bene, e allora dovrai tenere conto di un meccanismo sano ma subdolo della nostra mente: quello di ridurre le dissonanze cognitive.

Cos’è una dissonanza cognitiva?


La dissonanza cognitiva è definita da Leon Festinger, suo ideatore, come “un’incoerenza esistente fra due cognizioni (pensieri o opinioni)”.

Perché abbiamo la necessità di ridurre le dissonanze cognitive?

Questa sensazione di dissonanza si traduce in un forte fastidio interno, insopportabile a tal punto che dobbiamo correggerlo. Quando un’azione, un pensiero, un desiderio è talmente forte che minaccia l’immagine che abbiamo di noi, allora cerchiamo un accomodamento mentale.

Spieghiamo meglio.


Prendiamo una persona che ha scelto consciamente di dimagrire bene. Per questa persona il “dimagrire bene” è un concetto rigido che non permette sgarri, scivolate, sfizi fuori dal regime consigliato.

Il rischio è alto perché in questo caso, per restare coerenti con l’idea di se e dell’obiettivo, la flessibilità non è concepita.

Cosa farà la persona alla prima (direi inevitabile) “scivolata”? Vedrà l’immagine di sé come qualcuno che DEVE seguire un programma rigido, senza flessioni e vedrà ciò che ha fatto.

C’è incoerenza tra l’azione e l’immagine di sé: c’è dissonanza cognitiva nel desiderio di dimagrire bene.

Il meccanismo mentale spontaneo è quello di ritrovare “coerenza cognitiva” che la persona potrà ritrovare in più modi, produttivi o negativi, vediamoli:

La persona potrà ritrovare coerenza cognitiva ABBANDONANDO tutto, dicendosi che è “incapace”, che “non ci ha mai creduto”, che “se lo aspettava da sé”, che “è sempre stato un incostante”…
Questo minerebbe la considerazione di sé e la sua autostima, cioè la valutazione che la persona ha di se stessa e del proprio valore.

Oppure, in modo più produttivo, per ritrovare COERENZA tra azioni e aspettative, e cioè per dissipare la dissonanza cognitiva nel “dimagrire bene”, la persona potrà dirsi che “bene” non significa “perfetto”, che è tollerante, che è umana e che ANZI qualche scivolata può solo fare bene alla consapevolezza di sé, del vero senso di fame, di gusto e sapore.

Quale delle due ti pare più utile? È importante essere consapevoli di questo meccanismo fondamentale della nostra mente. Siamo fatti così, sfruttiamoci al meglio 😉



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